Il caso della scuola “Ghassan Kanafani” di Rafah che cambia il nome in “Marmara”

Il concetto di attivismo può sostituirsi subdolamente alla militanza, anche negli aspetti più ‘formali’, attraverso manovre che nulla hanno di cristallino.

Difatti, dietro le concezioni unificanti e universali alla base della generale indignazione internazionale, per questa o quell’ingiustizia, per l’una o l’altra crudeltà, si celano spesso percorsi e manovre strumentali. Alcune volte queste passano inosservate, altre no.

Ci riferiamo al caso della scuola di Rafah “Ghassan Kanafani”: negli ultimi giorni il Ministro dell’Educazione a Gaza ha deciso di cambiarne il nome in “Marmara”, intitolandola quindi ai 9 martiri della nave turca che nel 2010 venne abbordata e assaltata in acque internazionali dalla marina israeliana.

Con tutto il rispetto dovuto ai martiri della nave Mavi Marmara, troviamo indicativo che si voglia intitolare a loro, in questo preciso momento, la scuola che fino ad oggi ha portato il nome di Ghassan Kanafani. Lo stesso Fonte Popolare per la Liberazione della Palestina, in un comunicato, chiede che si faccia marcia indietro rispetto a questa scellerata decisione giudicandola un oltraggio ai sacrifici e alla memoria del popolo palestinese.

Andando al fondo nella questione, non si può non notare la tempistica di questa decisione, tempistica a cavallo degli incontri di questo mese di Mesha’al, tra cui quello con Erdogan. Incontri non troppo a margine del colloquio trilaterale con i responsabili della politica estera di Stati Uniti e Arabia Saudita per la tregua con israele. La visita a re Salman, tra l’altro, è l’ennesimo indicatore di come si stia muovendo Hamas nella scelta dei suoi alleati esteri.

Tornando alla scuola: pare evidente che le autorità di Gaza abbiano sentito la necessità di mostrare buona volontà con un po’ di scambievole propaganda estetica, un gesto simbolico in previsione della riapertura del rubinetto turco.

Il Ministro dell’Educazione a Gaza, a seguito delle numerose contestazioni, ha negato di aver preso questa decisione: “Non cambieremo il nome della scuola; il nome Marmara verrà assegnato ad un’altra scuola”.
In realtà le cose starebbero differentemente: la scuola alla quale si applicherà questo cambio di nome è la stessa scuola che svolge attività sia al mattino e che al pomeriggio. In pratica si vorrebbe mantenere il nome originario della scuola per le attività diurne, e cambiare il nome della stessa durante le attività pomeridiane.

Nella stessa occasione, il Ministro dell’Educazione, mette le mani avanti assicurando che tale decisione sarebbe stata presa nell’ottica di un sincero spirito nazionale e non per oliare la macchina dei finanziamenti esteri. Nessun comunicato e nessuna dichiarazione ufficiale avevano mai alluso alla questione dei finanziamenti, ma… come si dice: Excusatio non petita, accusatio manifesta.


Comitato del Martire Ghassan Kanafani

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